L’Unione europea e gli Stati Uniti hanno firmato venerdì 24 aprile un accordo per coordinarsi sull’approvvigionamento di minerali critici necessari per settori chiave come quello della difesa, in un contesto in cui il predominio cinese sta diventando motivo di crescente preoccupazione.

Il memorandum d’intesa è stato firmato dal segretario di Stato americano Marco Rubio e dal commissario europeo per il Commercio Maroš Šefčovič e prevede una partnership sulla produzione e la sicurezza dei minerali critici, con un piano d’azione specifico per il commercio.

Secondo quanto sottolinea il quotidiano francese Le Monde, l’accordo rappresenta una rara apertura da parte dell’amministrazione del presidente Donald Trump nei confronti del ruolo dell’UE, spesso criticata da Washington, anche per il sostegno politico dell’amministrazione statunitense ai movimenti populisti di destra in Europa. L’intesa mira a rafforzare la collaborazione nella produzione e nell’approvvigionamento di minerali critici.

Nello specifico, l’accordo prevede una cooperazione bilaterale lungo l’intera catena del valore. “Questo protocollo d’intesa formalizza la nostra partnership lungo l’intera catena del valore, dall’esplorazione e estrazione alla lavorazione, raffinazione, riciclo e recupero”, ha spiegato Šefčovič. Il commissario ha aggiunto che l’intesa “intensifica la cooperazione in materia di innovazione, investimenti, cartografia geologica e soluzioni sia dal lato dell’offerta che della domanda”.

Inoltre, Šefčovič e il rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer, hanno presentato un Piano d’azione per la resilienza della catena di approvvigionamento dei minerali critici, che apre la strada a una possibile iniziativa commerciale plurilaterale con partner globali.

Nell’ambito del Piano d’azione, l’UE e gli Stati Uniti intendono collaborare per esplorare un’ampia gamma di politiche e strumenti commerciali volti a rafforzare l’azione internazionale coordinata. “Ciò potrebbe includere strumenti come prezzi minimi adeguati alle frontiere, mercati basati su standard, sussidi per la differenza di prezzo e accordi di fornitura”, ha spiegato il commissario europeo.

La cooperazione dovrebbe concentrarsi anche sullo sviluppo di standard comuni per l’estrazione, la lavorazione e il riciclaggio, sulla promozione degli investimenti, sulla ricerca e l’innovazione congiunte, sulle strategie di accumulo delle scorte e sui meccanismi per una risposta rapida alle interruzioni dell’approvvigionamento.

Per Šefčovič, il punto centrale sarà ora passare dagli impegni politici alla realizzazione concreta dei progetti. “La direzione è quindi chiara. Ora arriva la vera prova: l’esecuzione, ovvero trasformare l’ambizione condivisa in progetti concreti e di grande impatto. È questo che definirà il nostro successo”, ha dichiarato.

Il commissario europeo ha inoltre sottolineato la necessità di usare in modo coordinato gli strumenti già disponibili su entrambe le sponde dell’Atlantico. “I minerali critici sono al centro di ogni settore industriale che plasma il futuro”, ha affermato. Con il segretario al Commercio Howard Lutnick, ha spiegato Šefčovič, il confronto si è concentrato su una soluzione pratica: “Innanzitutto, dobbiamo mappare gli strumenti che già possediamo a supporto dei progetti. In secondo luogo, individuare il modo migliore per impiegare tali strumenti – idealmente in modo integrato, ad esempio attraverso un co-investimento – per ottenere un impatto maggiore”.

Entrambe le parti intendono continuare a lavorare sulla resilienza dei minerali critici nei forum internazionali pertinenti, tra cui il G7 e il Forum sull’impegno geostrategico in materia di risorse, noto con l’acronimo FORGE.

Come ricorda la Commissione europea, sia il memorandum d’intesa sia il Piano d’azione danno seguito agli impegni condivisi assunti in occasione della riunione ministeriale sui minerali critici tenutasi a Washington DC il 4 febbraio 2026, insieme al Giappone. Una cooperazione più stretta nel settore dei minerali critici era già prevista anche nella dichiarazione congiunta del 21 agosto 2025 tra l’UE e gli Stati Uniti.

“Nel complesso, questa è la prova tangibile che stiamo mantenendo le promesse dell’accordo UE-USA dello scorso anno, che ho sempre considerato un trampolino di lancio per una cooperazione positiva in futuro”, ha affermato Šefčovič.

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Un tentativo di ridurre lo strapotere cinese

In questi anni, la Cina ha mostrato la propria forza limitando le esportazioni di minerali critici necessari per la produzione di beni strategici come semiconduttori, batterie per veicoli elettrici e sistemi d’arma.

Rubio non ha menzionato la Cina nel suo intervento, ma ha affermato che l’accordo preliminare con Bruxelles riflette la crescente consapevolezza, tra gli alleati occidentali, dell’importanza delle catene di approvvigionamento e dei minerali critici per il loro successo economico.

“L’eccessiva concentrazione di queste risorse, il fatto che siano dominate da uno o due luoghi, rappresenta un rischio inaccettabile”, ha dichiarato il segretario di Stato americano Marco Rubio firmando il memorandum d’intesa insieme a Šefčovič.

“La combinazione tra Stati Uniti e Unione europea è straordinaria. Insieme siamo i maggiori clienti e utilizzatori” di minerali critici, ha affermato. “Dobbiamo assicurarci che queste risorse e questi minerali siano disponibili per il nostro futuro e che non siano monopolizzati o fortemente concentrati in un unico luogo”, ha aggiunto Rubio.

In passato, l’amministrazione Trump aveva auspicato la creazione di una zona di libero scambio preferenziale tra gli alleati per quanto riguarda i minerali critici.

Washington ha inoltre presentato piani d’azione per i minerali critici con il Messico e il Giappone, oltre a un accordo quadro per l’approvvigionamento con l’Australia e altri Paesi.

La cooperazione sui minerali critici si inserisce in un tentativo più ampio di rilanciare il rapporto economico transatlantico dopo le tensioni commerciali degli ultimi mesi. Šefčovič ha affermato di aver riscontrato, nei colloqui con l’amministrazione statunitense e al Congresso, “un sincero interesse nell’attuazione dell’accordo UE-USA e nell’ulteriore cooperazione per rafforzare entrambe le nostre economie”.

Secondo il commissario, “l’UE sta facendo la sua parte”, anche attraverso “i 250 miliardi di dollari di acquisti di energia” e “i quasi 290 miliardi di dollari di investimenti dell’UE negli Stati Uniti lo scorso anno”.

[a cura di Simone Cantarini]

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